Category Archives: Sante Messe

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Vetus Ordo Missæ cantata del 29-09-2019

Vetus Ordo Missæ cantata del 29-09-2019. Celebra don R. Patalano

di redazione

Domenica 29-09-2019 alle ore 16:30, nella chiesa di San Marone presso Civitanova Marche si è svolta la Santa Messa cantata in rito romano straordinario, secondo il Messale del 1962, per la Dedicazione di San Michele Arcangelo-XVI Domenica dopo Pentecoste, Messa ’Benedicite Dóminum’. A celebrarla è stato il nostro parroco Don Riccardo Patalano che ha accettato di aiutare la Venerabile Confraternita del Sacro Cuore di Gesù di Tolentino, oramai in ottime relazioni con il nostro Coetus Fidelium.
San Michele è uno degli arcangeli Maggiori e, secondo la rivelazione, colui che cacciò via il Demonio e gli angeli apostati dal paradiso. San Michele arcangelo dunque deve essere venerato poiché è colui che ci difende dagli assalti del nemico.
Lo stesso Leo PP. XIII, dopo una visione, compose una ode a San Michele: «Sancte Michael Archangele, defende nos in proelio; contra nequitiam et insidias diaboli esto praesidium. Imperet illi Deus, supplices deprecamur: tuque, Princeps militiae caelestis, Satanam aliosque spiritus malignos, qui ad perditionem animarum pervagantur in mundo, divina virtute, in infernum detrude. Amen». Papa Pecci obbligò che in tutte le chiese del mondo, alla fine di ogni Santa Messa feriale, venisse celebrato dai sacerdoti – ai piedi dell’altare – la sua ode a San Michele Arcangelo.
In questa preghiera Papa Leone introdusse il vocabolo di «detrude», termine che per Sua stessa ammissione gli costò «tanta fatica», poiché era una terminologia talmente esatta che raccoglieva tutto il carico di schiacciare ed allontanare il Demonio. È una pena, oggi, che questa preghiera sia stata sottratta al comune sentire dei fedeli: negli anni settanta, in un clima di alto razionalismo epidermico, più che teologico, parlare di San Michele o del maligno era diventato inconsueto. Invece ancora oggi Santa Romana Chiesa, nel rito Romano Straordinario, nel confiteor richiama proprio San Michele Arcangelo. Dunque, l’auspicio di don Patalano per i fedeli presenti è stato quello di pregare San Michele Arcangelo anche al termine della Santa Messa in Novus Ordo, così come ci indicò Leo PP. XIII.
Oggi più che mai, dobbiamo rivolgerci a San Michele, affinché la Chiesa venga difesa, poiché essa è sotto attacco, un clima diabolico è in atto contro di essa. Non si tratta di un attacco proveniente dalle istituzioni, poiché oggi coloro che attaccavano la Chiesa, sembrano più vicini che mai: il vero attacco è rivolto alla distruzione della famiglia, poiché il diavolo ha capito bene che senza di essa, la Chiesa crolla. Tutto ciò che fino a pochi anni fa, era considerato non-normale, oggi viene considerato giusto, buono, lecito e ciò che veniva considerato bene, oggi contrariamente viene visto con diffidenza e sprezzo. Riprendendo il cattivo esempio di un ministro italiano che apostrofò la celebre frase «Dio, Patria, Famiglia: una vita di m….», ciò deve farci capire con convinzione l’importanza di San Michele Arcangelo protettore della famiglia e del bene di Santa Romana Chiesa.
La nostra Italia, un tempo cristiana, oggi è ormai secolarizzata: i veri cattolici sembrano essersi ridotti al lumicino, la nostra voce sembra perdersi come quella del Battista: una voce che grida nel deserto, pare che nessuno ci ascolti più, ma la Chiesa non è solo quella «militante», che rischia il suo dissolvimento, ma c’è anche la chiesa celeste, trionfante e questa non può essere schiacciata, essa è perfetta, è immacolata sposa, è indefettibile perché appartiene a Dio.
Dunque anche se il Demonio tenta di distruggere la famiglia (detta appunto naturale) creando dei fac-simile, esso è destinato a soccombere: «non praevalebunt» appunto.
Oggi più che mai dobbiamo appellarci alla Chiesa celeste, dei Santi come il nostro San Michele Arcangelo che ci protegga dagli eretici, dai modernisti e da coloro che sono secolarizzati secondo il pensiero unico del mondo.

Chierichetti: Edoardo Belvederesi (turiferario), Giuseppe Polverini, Giuseppe Baiocchi, Lodovico Valentini (voce); organo: Andrea Carradori.

© Coetus Fidelium Beato Marco da Montegallo – Riproduzione riservata

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L’incontro tra uomo e Dio nella liturgia

L’incontro tra uomo e Dio nella liturgia, di Mons. Nicola Bux

Venerdì 20 settembre alle ore 18,30 nella Sala Cecchetti della Biblioteca Comunale Silvio Zavatti di Civitanova Marche (Viale Vittorio Veneto n.124) si è tenuta la conferenza organizzata dalla Confraternita del Sacro Cuore di Gesù di Tolentino del maestro Andrea Carradori, in collaborazione con il Comune di Civitanova, il Coetus Fidelium Beato Marco da Montegallo e l’associazione culturale “Rinnovamento nella Tradizione – Delegazione Pio IX”.

L’incontro ha avuto come ospite il professore Mons.Nicola Bux, Consultore della Congregazione delle Cause dei Santi, il quale è stato moderato dall’architetto Giuseppe Baiocchi. Tema dell’evento: “L’incontro tra Dio e l’uomo nella Liturgia”. Dopo un primo momento in cui Baiocchi ha tracciato una prospetto storico-politico relativo al Concilio Vaticano II, Mons.Bux ha trattato l’elemento liturgico, che “attrae in alto i nostri sensi verso quelle cose che occhio non vide, né orecchio udì, né mai entrarono in cuore di uomo, le cose che Dio ha preparato per coloro che lo amano” (cfr 1 Cor 2, 9).

In un momento storico in cui la tradizione cattolica non sta attraversando un’epoca d’oro, Mons.Bux ha ricordato come l’obbedienza e la perseveranza nella liturgia del rito antico, può far ritrovare parallelamente ai fedeli la fede e ai sacerdoti la liturgia sempre più raffazzonata. In ogni forma di impegno per la liturgia criterio determinante deve essere sempre lo sguardo verso Dio, come affermò Benedetto XVI, il 9 settembre del 2007.

Don Nicola Bux, sacerdote dell’arcidiocesi di Bari, ha studiato e insegnato a Gerusalemme e Roma. Professore di liturgia orientale e di teologia dei sacramenti nella Facoltà Teologica Pugliese, è stato perito al sinodo dei vescovi sull’eucaristia. È stato consultore delle Congregazioni per la Dottrina della Fede e per le Cause dei Santi e consulente della rivista teologica internazionale “Communio”. Durante il Pontificato di Benedetto XVI è stato consultore dell’Ufficio delle Celebrazioni liturgiche del Sommo Pontefice. Attualmente è Consultore della Congregazione per le Cause dei Santi e come teologo e liturgista è assai spesso intervistato dalle TV nazionali e dai giornali nazionali ed esteri.

 

 

© Coetus Fidelium Beato Marco da Montegallo – Riproduzione riservata

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Visita alla Fraternità Sacerdotale di S.Pietro a Roma

Visita alla Fraternità Sacerdotale di S.Pietro a Roma del 05-09-2019

Il nostro Coetus Fidelium ha fatto visita alla Fraternità Sacerdotale di S. Pietro a Roma: una società di Vita Apostolica di Diritto Pontificio, ed è una comunità di sacerdoti Cattolici Romani che non prendono i voti ma che lavorano insieme per una comune missione nel mondo.

 

Nella foto alcuni parroci francesi della Santissima Trinità dei Pellegrini, M. Rev. Jean-Cyrile Sow (di spalle a sinistra) e il Rev. William Barker (sulla destra).

La missione della Fraternità ha due obiettivi: la formazione e santificazione dei sacerdoti nella liturgia tradizionale latina del rito Romano; assegnazione dei sacerdoti al servizio della Chiesa. Il nostro parroco, don Riccardo Patalano, ha celebrato in passato la Santa Messa all’interno della struttura per ben nove mesi. La chiesa della Santissima Trinità dei Pellegrini è una chiesa cattolica che si trova nel centro storico di Roma in Via dei Pettinari 36/A – 00186 Roma. L’Arciconfraternita dei Pellegrini e Convalescenti della Ss.Trinità, fondata nel 1548 da S.Filippo Neri a favore dei poveri e dei malati, ebbe in dono da papa Paolo IV, circa dieci anni dopo, gli edifici dell’antica parrocchia trecentesca di “S.Benedetto de Arenula”, nota anche come “degli Scozzesi”. La parrocchia fu soppressa, la chiesa stessa venne ridimensionata e si ottenne così un complesso dotato di dormitori e refettori di notevole capacità: in questa occasione la chiesa mutò nome e fu denominata Ss.Trinità dei Pellegrini. Rifatta nel 1614 su disegni di Giovanni Paolo Maggi, nel 1722 S.Giovanni Battista de’ Rossi commissionò all’architetto Giuseppe Sardi la costruzione dell’attuale facciata che la realizzò su disegno di Francesco de Sanctis, ornata dalle statue dei “Quattro Evangelisti”, opera di Bernardino Ludovisi. Il prospetto, in travertino, è separato in due ordini orizzontali da un architrave con la scritta commemorativa: “Ioes de rubeis pedemontanus in SS.Trinitatis honorem F.F.A. MDCCXXIII”, ovvero “Giovanni (Battista) de Rossi pedemontano (sinonimo di piemontese in quanto nativo di Voltaggio, in provincia di Alessandria) fece in onore della Ss.Trinità nell’anno 1723”.

Il Rev. William Barker è procuratore generale della Fraternità Sacerdotale S. Pietro a Roma e Vicario parrocchiale. Qui celebra privatamente la Santa Messa in rito romano straordinario, secondo il messale di San Pio V, nella Cappella di San Gregorio Magno. La pala raffigura Papa Gregorio I che libera le anime dal Purgatorio dipinta da Baldassarre Croce; dipinse anche gli affreschi sulle pareti.

Le quattro nicchie con le statue degli Evangelisti sono inquadrate da 12 colonne, 6 nell’ordine inferiore e 6 in quello superiore, con alta base e capitello composito. L’ordine inferiore presenta il portale sormontato da una lunetta con testa di cherubino, mentre il secondo ordine presenta un finestrone sormontato da un archivolto anch’esso contenente una testa di cherubino ad altorilievo. Il timpano, infine, presenta al centro il simbolo trinitario in stucco. Anche la cupola fu realizzata da Giovanni Paolo Maggi, che nel 1612 portò a compimento i lavori iniziati da Martino Longhi il Vecchio. L’esterno è molto semplice: dal tamburo si eleva la calotta, rivestita in piombo e divisa in otto spicchi da costoloni. Molto graziosa la lanterna, coperta da un cupolino cuspidato, sormontato dalla sfera e dalla croce. La decorazione fu eseguita in tempi diversi. Verso la metà del Seicento, Giovanni Battista Ricci affrescò i pennacchi, nei quali si trovano i quattro Evangelisti; all’Ottocento appartiene invece la decorazione della cupola. Alla base della lanterna, con al centro l’Eterno Padre, corre un’iscrizione: “Archiconfraternitas sanctissimae trinitatis anno salutis MDCXII”. Da qui partono dei finti cassettoni, resi a monocromo con lumeggiature dorate, che si allargano verso il basso. Tra i cassettoni, che includono fiori ed arabeschi, sono inseriti quattro riquadri che contengono figure di angeli.

Bernardino Ludovisi, particolare statua evangelista della facciata risalente al XVIII secolo.

Cartagloria racchiusa in una cornice barocca e disposta su uno degli altari minori, contenente alcuni testi invariabili della Messa stampati: è sussidio per la memoria del celebrante. Il termine cartagloria è composto da carta e gloria, perché inizialmente conteneva il solo Gloria in excelsis Deo.

Cartagloria segrete laterali racchiuse in una cornice barocca e disposte su di uno degli altari minori, contenente alcuni testi invariabili della Messa stampati: è sussidio per la memoria del celebrante. Le due cartagloria laterali furono inserite in modo regolare nel XVII secolo: _in cornu Epistolae contiene il testo del Lavabo e la formula della benedizione dell’acqua; _in cornu Evangelii, l’inizio del Vangelo di Giovanni da leggere alla fine della Messa.

Una delle otto cappelle laterali: Cappella del Crocifisso. Vi si conserva una scultura lignea policroma settecentesca; nell’intradosso dell’arco che la delimita sono dipinte su tela figure di angeli e di santi.

© Coetus Fidelium Beato Marco da Montegallo – Riproduzione riservata

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Vetus Ordo Missæ cantata dello 01-09-2019. Celebra don Riccardo Patalano

Vetus Ordo Missæ cantata dello 01-09-2019

Vetus Ordo Missæ cantata dello 01-09-2019. Celebra don Riccardo Patalano

Domenica 01-09-2019 alle ore 12:00, presso la nuova Chiesa dedicata a San Savino in Uscerno di Montegallo (20 minuti dal centro storico di Ascoli Piceno, strada provinciale 89) si è svolta la quinta Messa in latino del Coetus Fidelium “Beato Marco da Montegallo” un progetto religioso e culturale portato avanti anche dall’associazione Rinnovamento nella Tradizione – Delegazione Pio IX e dal Sacro militare ordine costantiniano di San Giorgio (delegazione Marche-Romagna, ramo primogenito).

Il Vice-Cancelliere di Curia don Riccardo Patalano ha celebrato, insieme ai chierichetti Giuseppe Baiocchi, Stefano Foracappa (turiferario) e all’organista Francesco Angelini, l’attuale variante liturgica della tradizione millenaria di Santa Romana Chiesa. I canti suonati sono stati quelli della Missa De Angelis o Missa VIII ( Kyrie, il Gloria, Il Sanctus-Benedictus e l’Agnus Dei, il Credo), forse la più conosciuta fra le assemblee che cantano il Gregoriano.

Patalano ha incentrato la sua omelia, sul concetto del prossimo secondo le scritture del Vangelo. Diversi sono stati gli esempi di comportamento cattolico verso il prossimo: San Filippo Romolo Neri (1515 – 95), San Giuseppe Agostino Benedetto Cottolengo (1786 – 1842), San Camillo de Lellis (1550 – 1614), Madre Teresa di Calcutta (1910 – 97). Aiutare il prossimo senza volere nulla in cambio è la vera chiave del cristianesimo e dell’amore verso Dio, poiché chi lo ama, concederà carità sincera e disinteressata verso il suo prossimo.

 

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Processione Penitenziale del 18-08-2019. Celebra Don Riccardo Patalano

Processione Penitenziale del 18-08-2019. Celebra Don R. Patalano

Domenica 18 agosto alle ore 17:30 si è svolto il voto all’Immacolata Concezione tramite la Processione Penitenziale (9 km) per la riparazione dalle bestemmie nel giorno della festa del beato Marco da Montegallo (1425-96).

Il nostro Coetus Fidelium si è unito alla parrocchia nutrita del corteo, il quale è partito dalla Chiesa di San Vito (XVI secolo) a Propezzano dopo la conclusione della Santa Messa (ore 16:30) ed è arrivata nel paesino di Piano, dove davanti alla Chiesa di San Lorenzo (XVI secolo), il presbitero don Riccardo Patalano, ha celebrato la Santa Messa, coadiuvato dal chierichetto Giuseppe Baiocchi.

Il sacerdote esprime alcuni chiarimenti sul significato dell’espiazione vicaria (dal latino expiare), ovvero colui che ripara i peccati altrui, tramite il proprio corpo, di fronte a Dio. Lo stesso Gesù di Nazaret ha utilizzato l’espiazione vicaria caricando su di sé le colpe dell’uomo e facendosi per questo, condannare a morte.
Per questo significato, con il voto all’Immacolata Concezione, la Processione Penitenziale di 9 km – settimo anno consecutivo – per la riparazione dalle bestemmie è servita. Se questa pratica possa essere definita desueta da alcuni, essi devono avere memoria di Santo Paulus PP. VI (1897 – 1978): alla sua morte fu rinvenuto sulla propria carne il cilicio. Eravamo nel 1978 e Montini è stato un Papa dell’epoca contemporanea ed esempio di Santità.

Espiazione, Riparazione e Amore sono i tre concetti che ogni cristiano deve ri-cordare, ovvero rimettere nel cuore.
Infine don Riccardo Patalano ricorda la Grazia concessa dalla Madonna, dopo la processione penitenziale del 2016, alla quale si chiedeva la salute del popolo di Montegallo: tre giorni dopo avveniva il tragico terremoto del Centro Italia e nel paese in provincia di Ascoli Piceno non vi fu nessun morto, né ferito. Ringraziamo per il servizio fotografico Alessia Martini.

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Vetus Ordo Missæ cantata dello 04-08-2019

Vetus Ordo Missæ cantata dello 04-08-2019

Domenica 04-08-2019 alle ore 12:00, presso la nuova Chiesa dedicata a San Savino in Uscerno di Montegallo (20 minuti dal centro storico di Ascoli Piceno, strada provinciale 89) si è svolta la quarta Messa in latino del Coetus Fidelium “Beato Marco da Montegallo” un progetto religioso e culturale portato avanti anche dall’associazione Rinnovamento nella Tradizione – Delegazione Pio IX e dal Sacro militare ordine costantiniano di San Giorgio (delegazione Marche-Romagna, ramo primogenito).

Il Vice-Cancelliere di Curia don Riccardo Patalano ha celebrato, insieme al chierichetto Giuseppe Baiocchi, l’attuale variante liturgica della tradizione millenaria di Santa Romana Chiesa. È stata la prima Santa Messa cantata, grazie alla presenza dell’organista Francesco Angelini che ha suonato la Missa De Angelis o Missa VIII, forse la più conosciuta fra le assemblee che cantano il Gregoriano.

Cinque sono stati i canti principali dell’ordo missae: il Kyrie, il Gloria, Il Sanctus-Benedictus e l’Agnus Dei, il Credo. Importante anche la presenza dell’incenso, oggi sempre meno presente nelle celebrazioni: bruciare l’incenso è un’immagine delle preghiere dei fedeli che si elevano al Cielo. Questo simbolismo è sacro, poiché è utilizzato per santificare, benedire e venerare. Il fumo dell’incenso è simbolo del mistero di Dio stesso, man mano che si eleva, l’immagine e l’odore esprimono la dolcezza della presenza di Nostro Signore e rafforzano il modo in cui la Messa è legata al Cielo e alla Terra.

Il fumo simboleggia anche la fede intensa che dovrebbe riempirci, e la sua fragranza evoca la virtù cristiana. Quando qualcosa viene incensato, il turiferario oscilla tre volte il turibolo, a rappresentare le tre Persone della Santissima Trinità. Nonostante il caldo e la distanza dal centro cittadino di Ascoli Piceno, la Chiesa era ancora una volta gremita: segno che il percorso di fede intrapreso sta dando i suoi frutti. Il sacerdote esprime alcuni chiarimenti sul rito romano antico, spiegando le modalità di come servire la Messa e di come contemplare il Signore.

Per riprendere l’auspicio di Benedictus PP. XVI, «Etsi deus non daretur» (Anche se dio non fosse dato), il rito straordinario secondo il Messale di San Pio V, andrebbe confluito all’interno del Novus Ordo di San Paolo VI, per far tornare la religione cristiano-cattolica all’archetipo del rito unificato. Le due forme dovranno tornare ad essere Una: l’aspetto contemplativo insieme a quello d’azione. Anche se i tempi sembrano non essere maturi, don Riccardo Patalano ci ricorda l’ultimo desiderio dell’attuale Papa Emerito.


Da qui l’importanza della celebrazione sacerdotale, poiché l’estetica della forma deve essere fatta solo ed unicamente per amore di Dio e non per vanagloria. Si ricorda anche l’importanza dell’Evangelizzazione; poiché bisogna tornare ad evangelizzare, rivalutando il mandato missionario che ogni cattolico ha, comunicandosi con Cristo. «Cor ad cor loquitur» (il cuore parla al cuore) amava asserire il dottore della Chiesa San Francesco di Sales.

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Vetus Ordo Missæ bassa del 07-07-2019. Celebra don Riccardo Patalano

Vetus Ordo Missæ bassa del 07-07-2019

Celebra don Riccardo Patalano

Domenica 07-07-2019 alle ore 11:40, presso la nuova Chiesa dedicata a San Savino in Uscerno di Montegallo (20 minuti dal centro storico di Ascoli Piceno, strada provinciale 89) si è svolta la terza Messa in latino del progetto religioso e culturale portato avanti dall’associazione Rinnovamento nella Tradizione – Delegazione Pio IX e dal Sacro militare ordine costantiniano di San Giorgio (delegazione Marche-Romagna, ramo primogenito).
Nonostante il caldo e la distanza dal centro cittadino di Ascoli Piceno, la Chiesa era ancora una volta gremita: segno che il percorso di fede intrapreso sta dando i suoi frutti. Ringraziamo don Riccardo Patalano per aver accettato di celebrare questa variante liturgica della tradizione millenaria di Santa Romana Chiesa.
Il sacerdote ha affermato come la Fede, in quanto tale, si scontra con l’immanentismo, con il razionalismo. Queste due ultime realtà sono immanenti, poiché hanno perso di vista l’elemento soprannaturale, metafisico e trascendentale: da qui la paura dell’oggi. È molto comodo affermare a se stessi «Io non credo», dunque sentirsi «liberi» e poter fare quello che si vuole, per poi non essere giudicati.
Il credo del proprio Io è un mondo che esclude Dio, dunque è un mondo che si perde, un mondo che si suicida. Un mondo che dialoga di trascendenza, di fede, è un mondo che si apre, poiché spalanca le porte a Dio. «Se Dio chiede, l’uomo risponde, perché l’individuo conosce bene il volere divino e comprende che è atto alla felicità dell’uomo».
Ma come possiamo raccogliere le anime per portarle alla Chiesa, se prima di tutto noi, non speriamo anche nell’impossibile? Il Cristianesimo non è solo decalogo di cose da fare per essere buoni, ma esso è incarnazione che si divinizza. L’orizzontalità del contemporaneo può abbattersi solo tendendo al divino, tramite l’amore per Dio Padre.

 

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Vetus Ordo Missæ bassa del 09-06-2019

Vetus Ordo Missæ bassa del 09-06-2019

Celebra don Riccardo Patalano

Domenica 09-06-2019, alle ore 11:40 presso la Chiesa di San Savino in Uscerno di Montegallo, il Coetus Fidelium Beato Marco da Montegallo si è riunito per la celebrazione della Santa Messa in rito romano straordinario secondo il Messale di San Pio V.
L’associazione Rinnovamento nella Tradizione – croce Reale, Delegazione Pio IX e il Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio – Delegazione Marche e Romagna, ringraziano Don Riccardo Patalano per aver accettato di soddisfare la richiesta dei numerosi fedeli presenti.

© Coetus Fidelium Beato Marco da Montegallo – Riproduzione riservata

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Vetus Ordo Missæ bassa del 19-05-2019

Vetus Ordo Missæ bassa del 19-05-2019

Celebra don Riccardo Patalano

Domenica 19-05-2019, alle ore 12:00 presso la Chiesa di San Savino in Uscerno di Montegallo, è stata celebrata la Santa Messa secondo il rito romano straordinario del Messale di San Pio V, dopo quasi trent’anni di assenza nella Diocesi di Ascoli Piceno.
L’associazione Rinnovamento nella Tradizione – croce Reale, Delegazione Pio IX e il Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio – Delegazione Marche e Romagna, ringraziano Don Riccardo Patalano per aver accettato di soddisfare la richiesta dei numerosi fedeli del Coetus “Beato Marco da Montegallo”.

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