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Òculi mei semper 20-03-2022. Di don Giorgio Lenzi (IBP)

di redazione

Riportiamo le foto della Santa Messa di domenica 20-03-2022, presso la Chiesa di San Cristoforo (Via D’Argillano n.21 – 63100 AP). Il nostro Coetus Fidelium Beato Marco da Montegallo è stato ospitato dalla Confraternita della Buona Morte del Priore Giancarlo Tosti, per celebrare il rito romano antico nella forma cantata, Dominica tertia in Quadragesima (Òculi mei semper) con il nostro regolatore Don Giorgio Lenzi (IBP) sacerdote dell’Istituto Buon Pastore e Procuratore Generale per lo stesso con la Santa Sede. Al servizio all’altare Giuseppe Baiocchi (chierichetto), all’organo il Maestro Lisa Colonnella, mentre come cantore abbiamo avuto il Maestro Massimo Malavolta.
Prima di iniziare la consueta predicazione, il nostro sacerdote ha voluto comunicare ai fedeli l’incontro con Sua Eccellenza Reverendissima Mons. Gianpiero Palmieri, Vescovo di Ascoli Piceno. L’incontro si è svolto con cordialità e il Vescovo incoraggia il Coetus Fidelium a proseguire questo percorso di fede insieme al nostro sacerdote don Giorgio Lenzi (IBP). Il Vescovo ha immaginato in un futuro, non troppo lontano, una visita a questa nostra comunità. Mons. Palmieri ha ringraziato don Giorgio per la pastorale che sta compiendo nella città di Ascoli Piceno e ha generosamente inviato i propri saluti all’assemblea presente per un cammino sereno di Quaresima, verso la Santa Pasqua.
Durante l’omelia don Giorgio Lenzi (IBP) ci ha affermato come il Santo tempo di Quaresima è forse la temporalità più difficile, perché il fervore dell’inizio della Quaresima, si è spento, la Pasqua sembra ancora lontana, quindi diviene momento particolare.
In questi giorni di penitenza quaresimale, dobbiamo adoperarci per rendere la nostra vita cristiana più completa. Le sacre pagine di oggi, ci mostrano il Signore che schiaccia un demonio e ci forniscono una grande lezione di vita spirituale. Dunque la spiegazione di oggi consta nel metodo che il maligno impiega per riconquistare quelle anime, che un tempo sono state sue prigioniere – abbandonate nel peccato e nella pratica del male – e che poi hanno saputo ribellarsi, grazie anche alla loro forza di volontà, ma soprattutto alla forza data da Dio. Hanno saputo trovare in Dio e in loro stessi, il modo di abbandonare il peccato ed è una grande soddisfazione come questo avviene. Di fronte a questa resistenza spirituale, di fronte a questa grande vittoria, dell’anima del cristiano, il male tuttavia si coalizza e cerca di insidiare quell’anima. Ed ecco che il demonio torna all’attacco ancora più violentemente e non da solo ci afferma il Signore nel Vangelo, ma aiutato da sette altri demoni, i quali attaccano la povera anima con ogni astuzia e con ogni violenza, concentrandosi ancora di più sui punti deboli del malcapitato.
Molti cristiani appena si sono liberati dai propri vizi e dai propri difetti, dopo un primo successo, sono tentati di nuovo ed in maniera ancor più virulenta.
Nella tentazione galoppante, il cristiano che tanto aveva fatto per ripulire la sua anima, si sente vinto ed impotente. Questa sconforto nell’uomo tende a concretizzarsi nella rinuncia al bene, al paradiso e la tentazione di “abbassare le braccia”, è una tentazione gravissima con la quale si rischia tutto sotto il punto di vista spirituale. Naturalmente il Signore conosce tutte le nostre miserie e ne conosce anche il contesto, conosce le modalità, conosce anche le difficoltà di risollevarsi dal proprio peccato, però non vuole che noi cediamo a quell’attacco violento del demonio.
La grazia non può risollevare dal peccato, e la sensazione umana – ed eretica – di sentirsi costantemente schiacciati dalla colpa, può solo che giocare a favore del maligno, poiché non si ha più fiducia del perdono di Cristo. Difatti la grazia divina è quel “fazzoletto di seta” che “smacchia” il male ovunque egli si posi.
Difatti, oggi, in questa società anti-cristiana, orizzontale, gnostica, appena un cristiano segue la giusta via di fede, viene come attaccato diabolicamente dalla società stessa, che “redarguisce” un comportamento “bigotto” o peggio una mentalità che vuole nutrire lo spirito. Ed è allora che dobbiamo continuare a lottare contro il “mondo” e proprio quando gli attacchi del maligno saranno più forti, lì si dovrà avere le più forte resistenza, poiché un’anima salvata in terra è un’anima che tende sempre più al paradiso. Dunque il vero insegnamento di Cristo nel Vangelo di oggi, è che non dobbiamo abbatterci davanti al ritorno delle tentazioni e quando abbiamo ottenuto un risultato, dobbiamo cercare ancora ed ancora il medesimo obiettivo raggiunto ed acquisito e non ricadere nell’abisso del peccato.
E nel Vangelo di oggi Gesù afferma: “Chi non è con me, è contro di me” – bisogna scegliere bene il nostro campo e stare con lui. Ed è proprio Gesù Cristo che ci afferma di continuare a lottare, malgrado tutto, anche quando sembra che non ci sia più via di speranza. E quali sono queste armi per difendersi dagli assalti? Preghiera regolare, Penitenza con digiuni e via crucis, Opere di carità con l’aiuto del prossimo: le tre colonne sulle quali possiamo costruire l’esercizio della virtù e la santità della nostra vita. Gesù Cristo nel Vangelo dice come “certi demoni si scacciano solo con il digiuno e la preghiera” – abbiamo mille armi offerte da Dio e dalla Chiesa per la buona battaglia, usiamole. In questa lotta preghiamo sempre la Madonna Santissima – Regina degli angeli e dei Santi – e ci aiutino in questo San Cristoforo, patrono di questa bella Chiesa e il Beato Marco da Montegallo, patrono di questo coetus fidelium.
 Coetus Fidelium Beato Marco da Montegallo – Riproduzione riservata

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