Santa Messa cantata in rito romano straordinario dello 29-09-2019

Santa Messa cantata in rito romano straordinario dello 29-09-2019

a cura di Stefano Scalella

29 settembre 2019 – Chiesa di San Marone – Via S. Marone, 5, 62012 Civitanova Marche MC

Celebra: Don Riccardo Patalano

Chierichetti: Edoardo Belvederesi (turiferario), Giuseppe Polverini, Giuseppe Baiocchi;
Cantore: Lodovico Valentini (voce);
Organo: Andrea Carradori.

 

Domenica 29-09-2019 alle ore 16:30, nella chiesa di San Marone presso Civitanova Marche si è svolta la Santa Messa cantata in rito romano straordinario, secondo il Messale di San Pio V, per la Dedicazione di San Michele Arcangelo-XVI Domenica dopo Pentecoste, Messa ’Benedicite Dóminum’. A celebrarla è stato il nostro parroco Don Riccardo Patalano che ha accettato di aiutare la Venerabile Confraternita del Sacro Cuore di Gesù di Tolentino, oramai in ottime relazioni con il nostro Coetus Fidelium. San Michele è uno degli arcangeli Maggiori e, secondo la rivelazione, colui che cacciò via il Demonio e gli angeli apostati dal paradiso. San Michele arcangelo dunque deve essere venerato poiché è colui che ci difende dagli assalti del nemico. Lo stesso Leo PP. XIII, dopo una visione, compose una ode a San Michele: «Sancte Michael Archangele, defende nos in proelio; contra nequitiam et insidias diaboli esto praesidium. Imperet illi Deus, supplices deprecamur: tuque, Princeps militiae caelestis, Satanam aliosque spiritus malignos, qui ad perditionem animarum pervagantur in mundo, divina virtute, in infernum detrude. Amen». Papa Pecci obbligò che in tutte le chiese del mondo, alla fine di ogni Santa Messa feriale, venisse celebrato dai sacerdoti – ai piedi dell’altare – la sua ode a San Michele Arcangelo. In questa preghiera Papa Pecci introdusse il vocabolo di «detrude», termine che per Sua stessa ammissione gli costò «tanta fatica», poiché era una terminologia talmente esatta che raccoglieva tutto il carico di schiacciare ed allontanare il Demonio. È una pena, oggi, che questa preghiera sia stata sottratta al comune sentire dei fedeli: negli anni settanta, in un clima di alto razionalismo epidermico, più che teologico, parlare di San Michele o del maligno era diventato inconsueto. Invece ancora oggi Santa Romana Chiesa, nel rito Romano Straordinario, nel confiteor richiama proprio San Michele Arcangelo. Dunque, l’auspicio di don Patalano per i fedeli presenti è stato quello di pregare San Michele Arcangelo anche al termine della Santa Messa in Novus Ordo, così come ci indicò Leo PP. XIII.