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Spíritus Dómini replévit orbem del 27-05-2023. Don G. Lenzi (IBP)

di redazione

Riportiamo le foto della Santa Messa di domenica 27-05-2023, presso la Chiesa di San Cristoforo della Confraternita della Buona Morte governata dal Priore Giancarlo Tosti (Via D’Argillano n.21 – 63100 AP). Il nostro Coetus Fidelium Beato Marco da Montegallo ha curato la celebrazione del rito romano antico nella forma cantata, Dominica Pentecostes – Spíritus Dómini replévit orbem, celebrata dal nostro regolatore Don Giorgio Lenzi (IBP) sacerdote dell’Istituto Buon Pastore e Procuratore Generale per lo stesso presso la Santa Sede. Al servizio all’altare il chierichetto Giuseppe Baiocchi. Al canto abbiamo avuto il Maestro Massimo Malavolta.
Durante la predica don Giorgio Lenzi (IBP) in questa giornata particolare, ci ricorda che il 50° giorno dopo la Pasqua era anche il culto dell’antica alleanza, un giorno solenne dopo le sette settimane trascorse successivamente alla festa di “Pechak” (la Pasqua ebraica); si faceva memoria simbolicamente della creazione avvenuta in sette giorni, in questo caso simboleggiata dalle sette settimane, e quindi con la Pentecoste si ricordava il compimento dell’opera creatrice di Dio ed inoltre e soprattutto si faceva memoria del momento storico in cui Dio diede delle tavole a Mosé sul Monte Oreb. Quella è una solenne manifestazione di Dio che marcò profondamente il popolo eletto. I 10 comandamenti legge divina fondata sulla legge naturale scritta nel cuore di ogni uomo veniva affidata all’umanità attraverso l’immensa figura di Mosé in una manifestazione divina ricca di pathos, tra fulmini, saette e rombi di tuono.
Ma oggi dopo gli straordinari fatti dell’Incarnazione, della Passione, della Morte e della Risurrezione.. dell’Ascesa al Cielo del Figlio di Dio fattosi uomo per noi – nel contesto della Nuova Alleanza – avviene la manifestazione della terza persona della Trinità Santissima, cioè lo Spirito Santo, che viene infuso in maniera solenne sulla Chiesa nascente. Sono due manifestazioni differenti della potenza divina e del desiderio di Dio di rivelarsi all’umanità che vuole allontanarsi da Lui. Differenti si!, ma anche accomunate da alcuni elementi: perché mentre sull’Oreb, sulle formazioni occiose dell’Arabia, la Divinità si manifesta fra fulmini, saette, tuoni d intima adorazione e rispetto imponendo una legge scritta perennemente sulla pietra. Nella Pentecoste Cristiana c’è anche il rombo del tuono e il vento che si abbatte gagliardo ma poi lo Spirito Divino discende sotto forma di fiammelle rosso fuoco.
Questa teofania anziché incrementare il timore provato da Maria Vergine e gli Apostoli, rinchiusi nel Cenacolo, che vivano l’incertezza dopo l’Ascensione. Quelle fiamme illuminano prodigiosamente le loro intelligenze e rendono possibile la comprensione di tutto ciò che Gesù aveva insegnato loro; quelle fiamme riscaldano il loro cuore rendendolo ancora più perfetto e ripieno delle virtù di Fede, Speranza e Carità; quelle fiamme fanno ardere profondamene quegli araldi di Cristo affinché divengano testimoni ed evangelizzino fino ai confini della terra.
Lo Spirito Santo rigenera i dodici apostoli e li conferma nella loro missione. Sull’Oreb il Sacro timore di Dio aveva permeato un popolo che si era abbandonato al peccato, nel Cenacolo, la paura è scacciata dalla certezza che Dio è Salvatore.
L’adozione (togliti le scarpe, questo luogo è sacro disse Dio a Mosé), rispetto, conoscenza ed applicazione della Legge Divina.. tutte cose che restano nell’insegnamento di Cristo e degli Apostoli, della Chiesa fino ad oggi, ma attualizzate dalla Redenzione della Nuova Alleanza. Se l’Antico Testamento annunciava la salvezza, dopo la Pentecoste viviamo della salvezza stessa! Gli apostoli in questo straordinario momento, nello stesso luogo in cui furono ordinati sacerdoti e vescovi, nel medesimo luogo in cui furono ordinati sacerdoti e vescovi, nel medesimo luogo in cui furono istituti i sacramenti, ed in modo particolarissimo quello della Santa Eucarestia, vedono definitivamente nascere la Chiesa e sono confermati in grazia.
Ma cosa significa questo Mistero? Dopo la Resurrezione il nostro amato Salvatore diede una prima infusione di Spirito Santo agli Apostoli dando loro il potere di assolvere i peccati nonché diede l’ordine di battezzare in vista della vita eterna. Il Cristo aveva promesso l’avvento di Dio Spirito Santo e con l’infusione portentosa della Pentecoste coloro che erano tati ordinati sacerdoti e vescovi, a cui era stato ordine di battezzare ed assolvere, dovranno non solo con la predicazione, ma anche con una vita esemplare rendere credibile ovunque sulla terra la Nuova Religione. Ed ecco “la conferma in grazia” che significa che nella Solenne effusione dello Spirito Santo della Pentecoste ricevettero n tale grado di santificazione che al dire di San Tommaso d’Aquino una certa incapacità di commettere il male ed il peccato. Una speciale protezione che garantiva alla Chiesa nascente di essere ancora di più efficace, dove i doni speciali concessi dal Maestro, termineranno alla morte dell’ultimo degli Apostoli, quando lo Spirito Santo, manifestatosi diverse volte e in modo ancor più particolare ed unico nella Pentecoste, non abbandonerà più la sua Chiesa; parallelamente noi stessi lo riceviamo in maniera ordinaria nei sacramenti durante la nostra vita terrena per essere in stato di Grazia: uno status, quest’ultimo, che dobbiamo sempre invocare e pregare in ogni istante della nostra vita.
Oggi non esistono più infusioni straordinarie di Spirito Santo, Egli opera in maniera ordinaria nella nostra vita. La terza Persona della Santissima Trinità è sicuramente quella della quale ci ricordiamo meno: eppure recitiamo nelle nostre preghiere il Gloria al Padre in cui lo invochiamo esplicitamente, come anche in altre preghiere della Tradizione Cristiana e soprattutto nella Santa Messa in cui l’obumbratio Sancti Spiriti è parte essenziale della preghiera eucaristica. Egli assiste gli uomini e le donne cristiane, e soprattutto la gerarchia della Chiesa a compiere le giuste scelte e preservare integro il deposito della fede! Naturalmente questo aiuto, questa assistenza, è possibile solo se si è docili ed in buona fede. Se questa docilità è reale lo Spirito Santo compie prodigi impressionanti! La splendida sequenza ci insegna tutto sullo Spirito Santo: esso è chiamato “luce dei cuori, consolatore perfetto” la stessa espressione Spirito Santo Paraclito in effetti significa “avvocato, colui che difende e consola” appunto il “dolcissimo sollievo” della sequenza.
Egli essendo l’amore eterno che intercorre fra il Padre ed il Figlio, è Dio e tutto può se questo tutto è ciò che è bene: a noi di accettare questo bene!
Lava ciò che è sordido / bagna ciò che è arido / sana ciò che sanguina / piega ciò che è rigido / scalda ciò che è gelido / drizza ciò che è sviato.
Se solo avessimo fede sufficiente otterremo tutto dallo Spirito Santo che abbiamo ricevuto il giorno del nostro Battesimo, della nostra Cresima ed ogni volta che riceviamo bene i sacramenti!
A queste magnifiche realtà che si attuano in noi e per noi ed attorno a noi, sia opportuno richiamo la festa odierna: la Pentecoste cristiana! Scenda nelle nostre anime la grazia divina in tale abbondanza da renderci trasformati e ripieni di ardente carità in modo che la nostra intelligenza contempli con chiara penetrazione il fulgore della verità divina e la nostra volontà sia spinta ad attuare una vita interiore intensamente vissuta ed esercitare un apostolato vestamente benefico sotto l’efficacia dello Spirito Divino che eleva tutto al bene.
Invochiamolo, desideriamolo, preghiamolo come lo desiderarono Maria Vergine e gli Apostoli riuniti nel Cenacolo a Gerusalemme affinché la nostra vita sia santa in terra e per l’eternità.
La sequenza dice infine: dona morte santa / dona gioia eterna. La gioia eterna viene solo dalla verità, viene solo da Dio!
Coetus Fidelium Beato Marco da Montegallo – Riproduzione riservata

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